Avevamo previsto una giornata limpida e la vista sul mare. L’Etna aveva altri programmi: a duemila metri è scesa la nuvola e il mondo si è ridotto a sabbia nera, silenzio e vento.
È stata l’ora più strana e più bella del viaggio. Niente orizzonte, nessuno intorno, solo il terreno caldo sotto i piedi a ricordarci che la montagna è vivissima.
“A volte il panorama migliore è quello che non vedi.”
Andate con una guida del posto, portate una giacca anche ad agosto e non fatevi deludere dal meteo. Su un vulcano il meteo fa parte dello spettacolo.

